Acqua Portal-Elos 2007


Dopo vari tentativi, prove ed esperimenti su vasche di varie misure nelle quali ho potuto affinare la mia tecnica e sperimentare varie tipologie di prodotti, piante e protocolli di gestione nel settembre 2006 ho finalmente deciso di intraprendere una nuova avventura con un acquario di medie dimensioni.

Si tratta di una vasca artigianale, con tiranti, aperta dalle seguenti misure: lunghezza 100cm, altezza 60cm e profondità 50cm, spessore dei vetri 8mm.


Sistema di filtraggio:
Per quanto riguarda il sistema di filtraggio mi sono affidato a due filtri esterni, un Pratiko 100 Askoll e un Ehim 2224.

Il filtro Ehim è stato caricato come predisposto dalla stessa casa produttrice con i seguenti materiali filtranti: cannolicchi, spugna blu a maglia grande, Substrat Pro e lana di pearlon, dando particolare rilevo al materiale ceramico e non per l’insediamento dei batteri.

Per quanto riguarda il filtro Askoll invece ho preferito apportare un sostanziale modifica al cestello inserendo uno foglio di plexiglas in verticale tra i due scomparti per garantirne una migliore divisione. Ho poi tolto il supporto che la casa fornisce per le spugne, ed ho inserito al loro posto una confezione di biobal Denerle. Nella seconda sezione invece ho inserito le 4 spugne in dotazione (inserendole però in orizzontale nei cestelli adibiti dal produttore al materiale ceramico) ed infine della lana di pearlon.

In questo modo ho preparato un filtro caricato per un lavoro sostanzialmente di tipo biologico ed un altro per uno di tipo prevalentemente meccanico.

Per la giusta maturazione dell’intero sistema ho preferito non introdurre alcun attivatore batterico o altri prodotti simili generalmente utilizzati in queste fasi, mi sono affidato invece ad una filosofia di gestione fondata principalmente sull’attesa. Per facilitare però l’insediamento delle colonie batteriche ho cercato di stabilizzare fin da subito i valori dell’acqua, in modo da ricreare il prima possibile le condizioni di equilibrio ed agevolare la colonizzazione.

Sistema di illuminazione:
La vasca è illuminata con due proiettori per HQI da 70w cad. marca Disano modello Punto. Ho optato per queste lampade sostanzialmente per poter ottenere una buona resa, garantita dalla tecnologia scelta, senza però espormi ad un esborso economico troppo elevato.

Utilizzo 2 bulbi Osram da 4200k che per ora mi hanno dato buoni risultati, anche se non nascondo la voglia di provare dei bulbi da 5200k nella speranza di ridurre l’impatto che il colore giallognolo delle lampade imprime all’acqua .

Penso sia importante in questa sede considerare alcuni aspetti, sia positivi che negativi, di questa scelta:

- In primo luogo dovendo penetrare una colonna d’acqua di 50cm ritengo che non avrei potuto ottenere risultati analoghi (a parità di wattaggio) sfruttando altre tecnologie, come neon T5 e T8 o le più economiche HQL.

- L’elevato wattaggio di ogni singola lampada mi ha però impedito di sfruttare la collaudata soluzione del “picco centrale d’illuminazione”. Infatti se avessi optato per un parco luci costituito da 4 tubi T5 da 39w avrei sicuramente scelto un fotoperiodo impostato secondo il seguente schema, 4 ore con 117w-3 ore con 156w -2 ore con 117w, da modificare eventualmente in base alla risposta vegetativa aumentando il picco centrale. Invece nella mia vasca utilizzo un fotoperiodo pieno da 8 ore sfruttando totalmente i 140w a disposizione.

- Va infine considerato che prima di arrivare al fotoperiodo completo sono passato da una serie di “step” che ritengo necessari per evitare un esplosione algale, infatti è importante incrementare il fotoperiodo gradualmente, permettendo alle piante di acclimatarsi alle nuove condizioni di luce. Nel caso presentato sono partito da un periodo di 1 ora che è stato incrementato di 15 minuti ogni 2 giorni fino al raggiungimento delle 8 ore.

Allestimento:

Per l’allestimento del fondo ho utilizzato circa 40kg di Seachem Flourite e 1-2kg di sabbia bianca finissima.

Il fondo indicativamente è alto circa 5-6cm nella parte anteriore e 10-12cm nella parte posteriore in modo da poter creare un senso di maggiore profondità.

Per completare poi l’allestimento ho utilizzato due radici ADA Moor Root Wood del peso complessivo di circa 3kg.

La vasca è in funzione da circa 4 mesi, nei quali ha subito poche modifiche e 5-6 interventi di potatura. In questo periodo, fatta esclusione di una breve comparsa di stag horn nelle settimane iniziali dovuta alla blanda somministrazione di azoto e fosforo, non ho avuto particolari problemi nella gestione dell’intero sistema. Come detto sopra, ho provveduto fin da subito a stabilizzare i valori dell’acqua e a distanza di 6 settimane dallo startup ho inserito i primi abitanti proseguendo poi gradatamente fino a raggiungere la popolazione attuale composta da:

- 5 Scalari

- 15 Hasemania Nana

- 20 Otocinclus affinis e niger

- 5 Siamensis

Per quanto riguarda invece la flora, al momento dell’allestimento ho inserito:

- 1 v. Pogostemon Helferi

- 4 v. Eleocharis Acicularis

- 2 v. Marsilea Hirsuta

- 3 v. Microsorum Pteropus Narrow

- 2 v. Didiplis Diandra

- 2 v. Ludwigia Arcuata

- 2 v. Ludwigia Verticillata Cuba

La totalità delle piante sono di provenienza Tropica, fatta esclusione per l’Eleocharis che ho reperito facilmente dal mio negoziante di fiducia.

In questa sede vorrei evidenziare l’intenso e faticoso lavoro di pulizia e preparazione delle piante, e la successiva piantumazione, rigorosamente effettuata con pinzette in acciaio, che mi hanno impegnato per un’intera giornata. Senza l’ausilio di strumenti adatti, sarebbe stato impossibile piantare correttamente le piante, il risultato è stato particolarmente apprezzato dall’Eleocharis che nel giro di un mese ha creato un fitto e compatto prato.

In seguito, anche a causa della continua voglia di provare nuove esperienze, ho completato il layout con l’aggiunta di qualche altra piantina, tra cui Cryptocoryne crispatula var. balansae, Cyperus helferi , Nymphaea lotus (zenkeri red), Heteranthera Zosterifolia,e un paio di chicche reperite da altri appassionati come la Crassula Helmsi e Lagarosiphon Major.

Fertilizzanti ed altri prodotti:
La parte inerente alla fertilizzazione è dal mio punto di vista, da ritenersi fondamentale per un corretto sviluppo delle piante, e conseguentemente anche del sistema in generale.

Per prima cosa penso sia utile indicare i prodotti utilizzati e in seguito descriverne l’impiego.

- Flourish

- Flourish Excel

- Flourish Iron

- Flourish Trace

- Soluzione di K2SO4

- Soluzione di KH2PO4

- Soluzione di KHNO3

- Compo Ferro liquido

- Flourish tabs

- JBL Ferrotabs

- Equilibrium

Il protocollo di fertilizzazione si basa su un principio particolarmente azzeccato per un plantacquario, quello della fertilizzazione dissociata.

Infatti ritengo preferibile dosare i vari nutrienti in modo distinto e secondo le esigenze specifiche mostrate dalle piante durante il loro sviluppo, in questo modo si può intervenire più efficacemente in caso di singole carenze ed operare in modo più mirato; di contro però il sistema è sicuramente più lungo, laborioso e necessita di una buona esperienza e feeling con le piante.

L’intero protocollo di fertilizzazione prevede la somministrazione giornaliera di fertilizzanti, per 6 giorni consecutivi, seguita da un giorno di stop nel quale occasionalmente cambio l’acqua, e si riprende con il ciclo.

In linea generale somministro giornalmente ferro, potassio, carbonio e azoto, elementi in traccia, che costituiscono la spina dorsale dell’intero protocollo, mentre a giorni alterni somministro anche il fosforo.

Ritengo importante evidenziare alcuni aspetti:

-Somministrazione del ferro: ho sempre considerato importante fornire in modo separato questo elemento in modo da soddisfare le richieste di piante più esigenti. Nella somministrazione però ho seguito alcuni particolari accorgimenti mirati ad una ottimizzazione dell’utilizzo dei fertilizzanti.

Nel primo periodo, che può raggiungere indicativamente i 2-4 mesi dall’avvio(tutto dipende dagli sviluppi delle piante e dell’acquario) prediligo la somministrazione di ferro gluconato, tramite Fluorish Iron, questo tipo di ferro è assimilabile con maggiore facilità dalle piante ed è quindi preferibile nelle fasi di startup quando la flora è ancora in fase di acclimatamento. Il problema del ferro gluconato però è la durata, infatti tende facilmente a precipitare e quindi a non essere poi più disponibile per le piante, per risolvere questo inconveniente si può somministrare del ferro chelato, ad esempio quello della Compo che è chelato con DTPA, in questo caso però ne consiglio la somministrazione ad acquario maturo, dato che le piante lo assimilano meno facilmente e resterebbe una maggiore concentrazione libera in colonna a disposizione delle alghe.

Attualmente sto valutando la fattibilità ed eventuali vantaggi di un protocollo misto, per ottenere i pro di entrambi, e usufruire del chelante per “liberare” nuovamente parte del ferro precipitato.

N.B. fate attenzione ai test utilizzati per le rilevazioni, non tutti rilevano il ferro chelato.

-Somministrazione di azoto e fosforo: in una vasca di questo tipo in cui la popolazione ittica non è molta e con una prevalenza di piante, macronutrienti coma azoto e fosforo diventano fattori determinanti per la crescita delle piante e la lotta alle alghe. “Tradizionalmente” si consiglia in caso di problemi di alghe di cercare di ridurre la concentrazione di nitrati e fosfati, considerati come causa principale della proliferazione. In acquari però con fertilizzazione spinta, compresi luce, co2, liquidi e substrato, fattori come azoto e fosforo se non somministrati costituiscono un limite alla piante che sono soggette alla legge dei minimi di Leibniz, ed in mancanza di un qualsiasi elemento non possono continuare il loro corretto sviluppo.

N.B. Somministrare azoto e fosforo in vasche non adeguate può provocare la proliferazione di alghe.

In fine, non ritengo indispensabile la scelta di una marca ben specifica, ma considero fondamentale la possibilità di conoscere ciò che si introduce in acqua, per questo motivo prediligo marche come Seachem che forniscono l’esatta composizione dei loro prodotti, oppure mi affido (con un po’ più di attenzione) a composti preparati in casa con dei sali comprati in farmacia.

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